Lo sviluppo dei primissimi giochi Pokémon è stato un periodo molto complesso per gli sviluppatori, quasi trent’anni fa. È stato proprio il presidente di The Pokémon Company a svelare, attraverso un videomessaggio trasmesso durante i New York Game Awards, alcuni dettagli dietro le quinte della creazione. Tsunekazu Ishihara ha approfittato della consegna dell’Andrew Yoon Legend Award al franchise Pokémon per riflettere sull’impatto che ha avuto non solo sui suoi creatori, ma anche sui giocatori di tutto il mondo.
Come è nata l’idea di creare la serie Pokémon?
Tsunekazu Ishihara ha condiviso i suoi ricordi su come sono nate le idee alla base della licenza Pokémon e come tutto ha avuto inizio. Nel suo videomessaggio, il presidente di Pokémon Company spiega che il franchise diventato il più redditizio al mondo è nato seguendo un concetto molto semplice emerso dalle menti degli sviluppatori dello studio Game Freak. Lo dice con parole sue; “Pokémon nasce da una piccola idea del team di sviluppo di Game Freak, dicendo: non sarebbe divertente poter catturare creature in un gioco e scambiarle con i propri amici? Tutto è partito da questo semplice concetto“.
Questo semplice concetto si è, nel tempo, trasformato in un enorme impero che genera miliardi di dollari di entrate ogni anno. Ormai è un fenomeno generazionale: i primi giocatori hanno trasmesso la loro passione ai figli, poi ai nipoti. Questo ciclo di trasmissione ha favorito la creazione di molteplici giochi, serie, libri e prodotti derivati che fanno sognare giovani e adulti. Sebbene non tutto nella saga Pokémon sia impeccabile, non si può negare che nessun altro franchise possa attualmente competere con tale influenza tra tutte le fasce d’età.
I Pokémon hanno vissuto uno sviluppo che all’inizio è stato molto difficile
Tuttavia, lo sviluppo dei Pokémon è stato molto difficile all’inizio. Trasformare l’idea di base in un gioco vero e proprio si è rivelato molto più complesso del previsto. Tsunekazu Ishihara ha rivelato che i team di sviluppo hanno impiegato sei anni per dare vita a questo concetto, in particolare a causa dei vincoli tecnici dell’epoca. Lo ha detto nel suo videomessaggio: “Il processo di sviluppo, tuttavia, non è stato così semplice. Ci sono voluti molti tentativi ed errori per capire come trasformare questa idea in realtà con le risorse limitate che avevamo. Alla fine, ci sono voluti sei anni per completare i primi giochi, Pokémon Rosso e Pokémon Verde.“. In Giappone, infatti, le prime versioni commercializzate sono state Pokémon Rosso e Verde, mentre in Europa (e negli Stati Uniti) abbiamo scoperto il franchise con le versioni Rossa e Blu.
Fortunatamente per i fan, gli sviluppatori sono riusciti a superare tutte le difficoltà che si sono presentate loro, spinti dalla convinzione che la loro idea avesse buone possibilità di successo e di piacere al pubblico. Erano tutti convinti di avere un’idea eccezionale e che ne sarebbe valsa la pena il tempo investito, così come gli sforzi compiuti. È difficile contraddirli oggi, quando la licenza Pokémon è ai vertici della cultura pop mondiale. Per le squadre di Tsunekazu Ishihara, questo concetto rappresentava il pilastro centrale del loro futuro successo; dichiara inoltre: “Ciononostante, avevamo tutti fiducia negli elementi fondamentali del gameplay che sarebbero diventati la base della serie di videogiochi Pokémon.“.
Pokémon è una serie che non ha intenzione di rallentare, vista l’eccitazione che un nuovo gioco può generare tra i giocatori, sia che il feedback sia positivo o negativo. Senza contare il mondo dei prodotti derivati, principale motore della redditività del franchise, illustrato dal colossale successo delle carte collezionabili. Sarà interessante osservare come si evolverà la saga nei prossimi decenni, soprattutto perché conta ormai ben 1.025 Pokémon, rendendo il rinnovamento sempre più complesso.



